il GRAN BAL TRAD di Vialfrè

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Chiudete gli occhi.

 

Immaginate di essere immersi nella pace della natura.

 

Dimenticate clacson e smog ed ascoltate solo il suono di ghironde,tamburelli,violini,organetti ed il gracchiare di qualche ranocchio.

 

Aprite gli occhi e vi accorgerete che tutto questo esiste ed il suo nome è Gran Bal Trad.

 

Nelle pianezze di Vialfrè,a pochi passi da Ivrea,dal 2005 non esistono frontiere,nazioni o lingue ma si è tutti figli di un’unica madre: la musica folk.

 

Quattro palchi dove contemporaneamente si puo’ ballare e suonare tutta la musica europea;

 

Tanti tavoli in legno posizionati tra gli alberi,dove si mangia e si canta fino all’alba;

 

La mensa ed il bar…i gofri di tutte le ore…sono una vera istituzione!

 

Centinaia di tende,ognuna con la propria bandiera, dove quella dell’occitania si incontra con la sarda,quella della bretagna si abbraccia con la castiglia…

 

Tutto questo accade l’ultimo fine settimana di Giugno e noi di JESCE ABBALLA (oltre ad andarci da sempre) abbiamo portato i microfoni di BORDER e siamo stati la RADIO UFFICIALE del festival 2012.

 

Tra conferenze,momenti di convivialità e danze fino al mattino abbiamo incontrato grandi artisti che ci hanno dato testimonianze,impressioni e racconti delle loro diverse provenienze e culture.

 

Curiosità,tante risate e veri e propri momenti storico-”didattici” ci sono stati donati dai :

 

Ballade ballade bois dalla sardegna

 

Roberto Lucanero e Marco Meo dalle marche

 

Catherine Grimault e Gèrard Godon dalla Francia

 

Ugo Maiorano e Raffaella Coppola dalla zona dell’agro nocerino sarnese

 

i fratelli Bottasso dal piemonte

 

…e molto altro ancora vi aspetta… Sarà tutto da scoprire attraverso fotografie,filmati ed ascoltando la puntata dedicata a questo festival

 

su …http://www.mixcloud.com/jesceabballa_border_radio/jesce-abballa-e-gli-ospiti-del-gran-bal-trad-di-vialfr%C3%A8/

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parmatieddi dei pynazoriia

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palmm

Pasta:

Farina ri cappella ( grano duro ) nu kilu

Acqua quantu basta

na ‘nzenca ri salu

l’ untu:

roi bittigli ri Pimmarola

uoglio ri uliva

miezzu kilu ri carna ammischiata

cipodda

salu quanta abbasta

na ‘nzenca ri vinu cumu unu lu teni

si pripara lu rahù facenni suffrii la cipodda inta l’ uogliu, po’ si metti la carna si faci rusulià e si faci tirà cu nu pocu ri vinu. poni si metti la pimmarola e nu pocu ri salu, po’ a fuocu lietu si faci tirà. l’ untu adda crucculià lientu lientu pi tre quatt’ora. S’assaggia e si sapu pocu ri salu si ni metti n’ atu pocu.

La pasta si faci ‘mpastanni la farina cu l’acqua e nu pocu ri salu e si fatiha finu a quannu si faci na padda can nun azzecca, questa si metti inta nu stiavuccu a ripusà pi na mezz’ ora. Si fani ri li filati larghi cummu nu iritu, si tagliani ogni tre ierita e si cavani usanni tutte quatti li ierita ri lu palmu. Fatti li parmatieddi si mettini a secca ‘coppa na spasella.

Si cocini li parmadieddi in acqua salata e vuddenda quannu so cuotti si tirani e si mettini inta na zuppiera e si conzani cu l’untu e cu ricotta curata e salata.

Li parmatieddi sono un piatto prettamente pasquale in modo specifico della Domenica delle Palme, infatti il nome richiama, oltre il modo di realizzazione fatta con le quattro dita del palmo, anche la tradizione di piatto principale di questa festività.

Il giorno delle palme era importante perché avveniva il fidanzamento ufficiale in casa della sposa con il dono di una palma fatta di confetti con legato l’anello di fidanzamento.

biscotti e pupe di pasqua di nonna rafela (calabria)

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INGREDIENTI:

1kg di farina

7 uova

300 gr zucchero

225gr burro

2 bustine di lievito

scorza grattugiata di 1 limone

PROCEDIMENTO:

sbattere le uova

mescolarle allo zucchero

aggiungere farina setacciata e il burro

grattugiarvi la scorza di un limone possibilmente appena raccolto dall albero e non trattato chimicamente =)

aggiungere 2 bustine di lievito

lavorare il tutto su un piano pulito

fare i biscottini nelle forme desiderate

infornare a 180° finchè non “scoccano”….dunque….ad occhio secondo la nonna!!

PER PASQUA NEL PAESE DI CARIATI MARINA QUESTI DOLCINI VENGONO FATTI CON FORME RICORRENTI.

IL CERCHIOLINO SPESSO SI DEDICA AI COMPONENTI MASCHI DELLA FAMIGLIA E LA PUPA (SAGOMA A RICCIOLO SIMILE A UNA FEMMINILE) ALLE DONNE DELLA CASA.

pitta cur i jit di cariati (CS)

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ingredienti:

FARINA

ACQUA

LIEVITO

SALE

OLIO BUONO

POMODORO

SARDELLA (anche detta ROSAMARINA) piccoli pesciolini di sarda con polvere di peperoncino e olio (consistenza spalmabile)

procedimento:

impastare acqua farina lievito e sale come per la pizza

stendere la pasta

spalmare poco pomodoro e molta sardella sulla pasta e tagliare delle listelline lunghe

arrotolare le striscioline su se stesse

mettere abbondante olio in una teglia capiente. porvi i rotolini di pasta schiacciandoli.

infornare 25o gradi x 1h circa

LA RICETTA DELLA NONNA è PRONTA!!!